
Sette ricercatrici e professioniste a confronto per raccontare la scienza, le sfide ambientali e i percorsi che avvicinano le nuove generazioni alle discipline STEM
Si è svolta martedì 20 ottobre 2026, nella Sala Ottagonale (Sala Zamberletti) del Centro Operativo della Protezione Civile di Palmanova, la seconda conferenza-incontro “Donne che studiano il Pianeta”, promossa dall’Associazione GLOBE ITALIA APS in collaborazione con il Comune di Palmanova, nell’ambito del progetto STREAM (Science & Territory for Research and Environmental Action on the Move), sostenuto dalla Regione FVG.
L’iniziativa ha riunito sette ricercatrici e professioniste impegnate in diversi ambiti dello studio del Pianeta e ha coinvolto una settantina di studenti con i propri docenti delle scuole superiori dell’ISIS della Bassa Friulana. Per i giovani partecipanti è stata un’occasione di incontro diretto con le protagoniste della ricerca, che hanno raccontato le proprie personali esperienze, ripercorrendo percorsi formativi e professionali differenti per età, ambiti di attività e fasi della carriera. A unire le loro storie, pur nella diversità delle esperienze, è emersa una comune passione per la scienza e per lo studio del Pianeta, insieme alla consapevolezza dell’importanza di conoscerne gli equilibri, comprenderne le trasformazioni, contribuire alla protezione dell’ambiente.
LINK alla registrazione: https://www.youtube.com/live/ZDps467zAfk
Dopo i saluti istituzionali di Amedeo Aristei, direttore centrale della Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia, e l’introduzione di Lorella Rigonat, presidente dell’Associazione GLOBE ITALIA APS, l’incontro è stato moderato da Riccardo Cicconetti, programmista multimediale e conduttore radiofonico presso la sede RAI del Friuli Venezia Giulia.
Le testimonianze delle relatrici hanno attraversato ambiti di ricerca e di intervento molto diversi, restituendo un quadro articolato delle competenze necessarie per conoscere e comprendere il Pianeta. Dalla fisica delle particelle alle energie rinnovabili, con Marina Cobal, professoressa ordinaria all’Università degli Studi di Udine, visiting professor all’ICTP di Trieste e presidente della Fondazione Internazionale Trieste per il progresso e la libertà delle scienze, il confronto si è esteso alle grandi sfide energetiche e al ruolo della formazione scientifica, sottolineando in particolare in tal senso l’importante ruolo internazionale giocato dalla Regione FVG. Michela Corsini, ricercatrice senior presso l’Institute for Alpine Environment all'EURAC Research di Bolzano, ha illustrato il campo della biologia della fauna selvatica e delle interazioni tra animali e ambienti modificati dalle attività umane, oltre che come ricercatrice in ambito internazionale, anche come volontaria della locale associazione Parco del Natisone. Maria Teresa Plet, responsabile della gestione e dello sviluppo del sistema di volontariato della Protezione Civile regionale, ha rappresentato il legame tra competenze, organizzazione e impegno concreto nella gestione delle emergenze e nella tutela delle comunità. Ottavia Pinto, giovanissima dottoranda all’Università di Trieste e coinvolta in progetti di ricerca presso l’Università degli Studi di Udine, ha portato il contributo delle sue ricerche attuali su come certe sostanze, allo stato di nanomateriali, possono contribuire a migliorare lo stato di suoli inquinati da metalli.
L’interesse e l’attualità degli studi che si stanno conducendo in Antartide sono stati centrali anche in questa edizione della conferenza. Lo studio degli ecosistemi marini e la necessità di proteggere i cetacei durante le esplorazioni scientifiche in Antartide sono emersi dall’esperienza di Serena Lagorio, biologa marina e oceanografa presso l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), reduce da una recente spedizione sulla nave da ricerca Laura Bassi. In collegamento a distanza dall’Olanda, Roberta Bosu, esperta di strategie e campagne di comunicazione, advocacy e storytelling green e di impatto rigenerativo, impegnata in campagne internazionali per la tutela della natura e del clima, ha illustrato il progetto Antartic Rights, che mira ad ottenere il riconoscimento della personalità giuridica all’Antartide e a trasformare il modo in cui la comunità internazionale decide del suo futuro. A completare il quadro, Elisa Bergami, professoressa associata all’Università di Modena e Reggio Emilia, ha portato l’attenzione sull’impatto di microplastiche e nanoplastiche che ha avuto modo di studiare nelle forme di vita che rappresentano la catena alimentare in Antartide.
Raccontare la scienza attraverso le persone che la fanno è uno degli obiettivi centrali del ciclo di incontri. Accanto ai risultati della ricerca, assumono infatti particolare valore le motivazioni personali, le scelte formative e professionali, le esperienze maturate e le difficoltà affrontate lungo il percorso. Un modo per rendere la ricerca più vicina e comprensibile, stimolare la curiosità e favorire nei giovani una scelta consapevole dei propri studi e del proprio futuro.
Dare visibilità al contributo delle donne nella scienza significa inoltre promuovere una partecipazione più ampia alle discipline STEM, contrastando stereotipi e barriere di genere e valorizzando la varietà dei percorsi attraverso cui è possibile contribuire alla conoscenza scientifica.
Questa conferenza-incontro si inserisce nel progetto STREAM Science & Territory for Research and Environmental Action on the Move, uno dei progetti con cui Associazione GLOBE ITALIA APS è impegnata a promuovere la conoscenza scientifica del territorio e la partecipazione attiva alla ricerca e all’azione ambientale attraverso la collaborazione tra scuole, istituzioni, università, enti di ricerca e realtà associative.
L’incontro è stato trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube dell’Associazione GLOBE ITALIA APS.
Di seguito, qualche immagine.





